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MPS: Aumento a rischio rinvio
Articolo del 24 dicembre 2013

La Fondazione smentisce ipotesi di cessione. La Compagnia San Paolo si sfila. Posizioni distanti sul prezzo. E il voto sulla ricapitalizzazione potrebbe slittare in seconda convocazione. Leggi l'articolo....


Da La Repubblica di oggi

Ente e investitori ancora distanti sul prezzo: potrebbero aggiornarsi a dopo l’assemblea, specie se sarà votata una proposta soft sui tempi dell’aumento

Fondazione Mps: “Nessuna offerta per il 20%” Ma la Borsa ci crede e l’azione si infiamma

di Andrea GRECO

MILANO — Il tira e molla tra fondazione Mps e gli investitori interessati a comprarle azioni della banca  senese  continua.  E  a  tre giorni dall’assemblea della vita, per votare la ricapitalizzazione da 3 miliardi a gennaio, non si è concretizzata  un’offerta  perché  le parti non si accordano sui prezzi.

Così  Palazzo  Sansedoni  può commentare: «Smentiamo categoricamente qualsiasi ipotesi di cessione, e che sia programmata una riunione della Deputazione amministratrice per valutare una proposta».  L’organo  allargato, riunito ieri, s’è limitato a esaminare il budget 2014.

La presidente Antonella Mansi, su consiglio dell’advisor Lazard, pare orientata a sfruttare le ricoperture dei recenti  venditori  allo  scoperto di Mps  per  vendere  dopo  le  feste, con il prezzo vicino a 20 centesimi.

La  seduta  borsistica  di  ieri, con l’azione forte e trafficata malgrado le smentite, è un buon viatico per lei (+4,3% a 0,176 euro). Se davvero Mps rivedesse i 20 centesimi di ottobre, Mansi potrebbe anche decidere di liberarsi di tutto il 33,5% dell’ente, incassando circa 650 milioni utili a rimborsare parte dei 340 milioni di debito e a riacquistare qualche diritto dell’aumento Mps a prezzi minimi.

È una strategia che più addetti ai  lavori  ritengono  audace,  ma con  diversi  rischi  d’esecuzione. Uno sono le valutazioni di Mps: i banchieri del consorzio dell’aumento  (guidato  da  Ubs)  applicando i multipli di Unicredit e Intesa, ritengono che post aumento il valore implicito di Mps sia attorno  a  0,12  euro:  difficile  che qualcuno  paghi  oggi  0,20  cash.

Altro rischio viene dalla resa dei conti assembleare. La fondazione  dovrebbe  presentarsi  in  as- semblea il 27, «salvo improbabili novità  dell’ultimo  momento».

Ma  alla  prima  convocazione  il quorum scatta al 50% più un’azione, e non è scontato. Le altre due convocazioni sono 28 e 30 dicembre. Si rischia uno scontro tra gli opposti impegni, del management Mps che due volte in cda ha fatto votare il piano di aumento con avvio entro il 20 febbraio, e della Fondazione che lo vorrebbe non prima del 12 maggio 2014.

Sembra che si lavori a far votare una  proposta  “terza”,  che  permetta  di  far  partire  l’aumento “entro il 12 maggio 2014”. Un ritocco che permetterebbe all’ente di proseguire la trattativa con la cordata di compratori e sbloccare l’iter di aumento una volta trovato  l’accordo.  L’escamotage consentirebbe  al  management Mps di non dimettersi dopo il paventato voto contro, salvando un po’ di faccia e la stabilità degli assetti cara alle autorità vigilanti.

Oggi è in agenda un incontro tra emissari di Cariplo - fondazione disposta a investire 200 milioni - e uno dei due fondi stranieri disponibili a comprare da fondazione Mps. Con loro ci sarebbero un fondo italiano, Cariverona e Carifirenze (100 milioni), ma non Compagnia  Sanpaolo,  che  ha precisato di «non avere in corso alcuna iniziativa di intervento». Ma senza l’ok di Mansi l’offerta non si può materializzare, né la cordata restare coesa a lungo.

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